Bhujangasana-La posizione del cobra

Posted in Extraz con i tag , , , , , , , , on 17 Aprile, 2008 by digitalbaba

Il termine “impegno” implica disciplina, occorre cioè trovare il tempo per un pratica regolare, ma questo non significa un’altra routine della vita quotidiana, ma solo dedicare un pò di tempo per rallentare il ritmo.
Una volta che si cominciano a capire i vantaggi di un metodo che non solo aumenta il benessere, ma riduce lo stress accumulato durante la giornata lavorativa, la disciplina non appare piu gravosa. La mente si abituerà presto ad accettare la pratica dello yoga come parte della vita di tutti i giorni, un’abitudine naturale e piacevole. Non pensate  al problema di trovare tempo ne avrete ogni giorno di piu quando la mente sarà concentrata, il battito cardiaco e la pressione sanguigna regolari, i muscoli piu rilassati e la respirazione piu uniforme. Il successo e il rafforzamento dipendono dalla frequenza con cui ci concentriamo e ci riequilibriamo.
Non ci si può permettere di non trovare tempo. Tutto quello che ci vuole è pace e impegno. Non importa quanto siate legati o fuori forma all’inizio, l’accresciuta vitalità illuminerà la programmazione della vostra giornata. Non dimenticate che siete responsabili della vostra salute e della vostra felicità.
Leggere è un ottimo inizio se si vuole scoprire cos’è lo yoga, piu profonda sarò la conoscenza della filosofia yoga, maggiore sarà la capacità di concentrarvi sui suoi vantaggi. Potete inserire tutto ciò che sapete in un programma personalizzato. In seguito, comunque, il modo migliore per imparare è l’aiuto di un insegnante che vi fornisca le tecniche appropiate, risponda alle vostre domande e vi guidi nell’esatta esecuzione delle posizioni. Potete cominciare frequnetando un corso una volta alla settimana e poi magari pianificare sedute di uan o due ore a casa. Ciò che importa è esercitarsi con regolarità- Attenetevi ad un programma e in breve i benefici saranno evidenti. Ricordate che lo yoga non fa leva sul senso di colpa, praticarlo poco è sempre meglio che non praticarlo affatto. Non esistono due corpi uguali e non
c’è una tecnica particolare che vada bene per tutti. Potreste aver bisogno di sperimentare diversi metodi di insegnamento prima di trovare quello che fa per voi.

Terzo asana proposto:

 

 

Bhujangasana-La posizione del cobra

La posizione del cobra ha la funzione di massaggiare e tonificare i muscoli della schiena, distendere i polmoni e la zona del petto, aiuta ad alleviare i dolori mestruali, tende i muscoli addominali e massaggia gli organi, migliora la flessibilità della spina dorsale e rivitalizza le terminazioni nervose della colonna vertebrale e risveglia l’energia di Kundalini, il serpente raggomitolato alla base della colonna vertebrale. Per eseguire questo esercizio cercate di concentrarvi sui movimenti aggraziati e sinuosi di questa potente creatura. E ricordatevi di non sostenervi con le braccia: i serpenti non le hanno.
Stendetevi a pancia giu, con i talloni affiancati. Appoggiate le mani a terra all’altezza delle spalle, ai lati del petto con le dita rivolte in avanti. La testa deve rimanere appoggiata a terra. Inspirate e alzate dal pavimento la fronte, il mento, le spalle e, infine, il petto. Tenete i fianchi ben appoggiati a terra, i gomiti leggermente piegati e le spalle rilassate. Cercate di incurvare corpo e schiena all’indietro. Respirate profondamente e mantenete la posizione per circa 10-15 secondi, quindi rilassatevi, tornando ad appoggiarvi al pavimento.

La presenza dell’arcobaleno è segno di ottimismo

Posted in Arte con i tag , , , , , , , , on 20 Marzo, 2008 by digitalbaba

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Dopo aver presentato le sue opere a Tokyo per il lancio della nuova 500 nel paese nipponico, il pittore fiorentino Giuliano Ghelli torna con una mostra personale nella
sua città natale.
Ghelli nasce a Firenze nel 1944, già diciasettenne comincia la sua carriera da artista con una mostra collettiva a Milano, le sue esposizioni proseguono per tutta l’Italia. All’estero espone per la prima volta a Parigi nel 1974, presso l’Università di Lettere e nel 1975 a New York. Poi a Los Angeles, Francoforte, Dortmund, Brema, Siviglia, Lussemburgo, Salonicco, Bruxelles, Barcellona, Worpswede, Jade, Bocholt, fino ad arrivare in oriente dove è molto apprezzato.
Le opere di questo artista sono dei veri e propri giochi dove, lo stesso Ghelli si diverte a scomporre la realtà, facendola quasi esplodere, in tante piccole parti, per ricomporle poi secondo una sua visione quasi in un microcosmo indipendente, anche se collegato ad altri mondi presenti nella sua stessa dimensione. Quasi come un mondo di sogno ma non sognato, una magia pittorica che si forma davanti all’osservatore che ha la mente libera.
Le opere di Ghelli sono un insieme di associazioni confusionarie di idee che ci portano davanti agli occhi il mondo visto dal pittore, perche per l’artista non esiste una realtà assoluta delle cose ma solo la forma che esse assumono attraverso di noi.

Dal 5 maggio al 5 luglio presso Palazzo Medici Riccardi, Firenze

“Mi succede spesso di intervenire con il mio lavoro creativo per sognare di
modificare la realtà. Anni fà, in un periodo di siccità prolungata, ho cercato di
difendere la terra dipingendo sulle tele tutta l’acqua che potevo.
Ora che il mondo è avvolto da paure di guerra, epidemie e fame sui miei quadri
abbondano, per reazione, i colori decisi e squillanti.
La presenza quasi costante dell’arcobaleno nei miei lavori è il segno
dell’ottimismo: significa che la tempesta è passata.”
Giuliano Ghelli

La strega capricciosa

Posted in Musica con i tag , , , , , , , , on 20 Marzo, 2008 by digitalbaba

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“La strega capricciosa” ecco l’eccentrica defininizione che il nonmeno eccentrico compositore Giovanni Allevi da alla musica, alla sua musica che crea.

Nuovo fenomeno della musica “pop-melodica” Giovanni Allevi ha un modo proprio di comporre e di interagire con il pubblico che lo porta ad essere uno dei compositori piu amati di musica da pianoforte anche da parte di giovanissimi. In molte interviste Allevi ammette che la musica, le composizioni molte volte gli arrivano alla mente nei momenti
più comuni della vita, prima solo una nota o due, poi, con una sensibilità che probabilmente appartiene solo a lui, comincia a prestare talmente tanta attenzione a questa nota che piano piano si allunga, si allunga fino a divenire, alle volte, sonate di venti minuti.
Lui, per sua definizione, si sente come costretto, come se vivesse sotto l’effetto costante di un incantesimo dal quale, fortuna per noi, non riesce a liberarsene, deve
ubbidire a questa “strega” che è la musica, deve metterla su pianoforte e scriverla su spartiti (anche se la trova la parte piu noiosa del lavoro di compositore) per
non rompere questa magia.
Molti gli hanno criticato il fatto che non metta parole nella sua musica, come se già trasmettere emozioni con una ballata non sia sufficiente per renderlo compositore,
ma a questa critica Giovanni Allevi risponde con la solita semplicità con cui si presenta sui grandi palchi nazionali e internazionali, sostenendo che la sua musica non
ha bisogno di parole, sono gli ascoltatori che, sulla sua musica, possono metterci le parole che piu, nel momento dell’ascolto, sentono partire dal cuore, mettere
lui stesso delle parole sulla sua musica lo legge, lui stesso, come un “imporre un dicktat”, come costringere il pubblico a seguire un suo discorso, un suo sentimento
…invece cosi ci lascia la possibilità di diventare noi stessi compositori delle nostre frasi piu belle con un sottofondo di ballata, per esempio, di Bach da far venire i
brividi.

L’uomo che balla coi lupi…davvero

Posted in Extraz con i tag , , , , , , , , on 20 Marzo, 2008 by digitalbaba

Shaun Ellis non è uno studioso, ne un laureato è solo un appassionato di animali selvatici che ha conosciuto sempre di piu grazie al suo lavoro nel parco naturale di Combe Martin, nel Devon. Questa passione l’ha portato ad affrontare un sperimento durato 18 mesi, 18 lunghi mesi che Ellis ha passato vivendo a stretto contatto con un branco di lupi. Lo studio di Ellis non si è limitato a guardare e osservare il branco, ma di viverlo, di viverci assieme, fino a diventantare uno di loro.
Subito rinominato “WolfMan”, Ellis è il caso piu moderno di licantropia.
Il difficile per Ellis è stato, ovviamente, farsi accetare dal branco, per farlo ha dovuto radicalmente cambiare le sue abitudini umane, ha evitato di lavarsi per settimane
intere per mantenere lo stesso odore di riconoscimento, ha cominciato a mangiare carne cruda (anche se svela lo stesso Ellis che, molte volte, è riuscito senza insospettire
il branco, a farsi cucinare dei pezzi di organi, che proprio non riusciva a mangiare crudi) delle carcasse che i rangers lasciavano loro come cibo e ha addirittura imparato a ululare e la gestualità corporea dei lupi.
Questo cambiamente l’ha portato a diventare talmente lupo da essere riconosciuto dal branco come “lupo alpha”, cioè un capo branco riconosciuto dagli altri componenti e rispettato.
A conclusione di questa sua avventura Ellis è sempre piu convinto che i lupi sono estremamente sensibili come animali.
L’esperimento è stato trasformato in un documentario dalla National Geographic (ndr video) anche se il risultato ha diviso il mondo scientifico sugli effettivi risultati che ha portato.
La svolta romantica della storia di Ellis è stato per lui l’aver trovato l’amore di una donna che abitava in una casa nello stesso parco, Helen Jeffs (subito ribatezzata per riflesso Wolfwoman), la Jeffs per poter comunicare con Ellis e per dimostrargli il suo amore durante quei mesi a cominciato lei stessa ad ululare.

Ha (il sole) Tha (la luna)

Posted in Extraz con i tag , , , , , , , , on 4 Marzo, 2008 by digitalbaba

Esistono molte varietà di yoga, l’hatha yoga è quella maggiormente seguita in Occidente. Si concentra concentra sulla fisicità come mezzo per la realizzazione del sè.
Ci insegna che raggiungere il controllo del corpo è la chiave per dominare la mente. Lo yoga è una ginnastica “magica” che aiuta a equilibrare le emozioni, affina l’intelletto e conduce alla pace dello spirito. L’attenzione rivolta alla fisicità del corpo e il rilievo dato alle posizionilo rendono particolarmente popolare nella nostra cultura e non è necessario essere persone particolarmente spirituali per praticarlo.  Iniziate con gli esercizi fisici e vedete dove vi conducono.
Aprendo la mente alla filosofia dello yoga, ci apriamo anche alle opportunità della vita. Imparando a disfarci del passato con tutto il suo bagaglio. A questo punto le barriere vengono abbattute e un’energia nuova può fluire verso spazi lasciati liberi.
L’Hatha yoga pone l’accento sull’equilibrio delle forze che si contrastano nel corpo; ad esempio l’energia maschile (il sole) e energia femminile (la luna), destra e sinistra, inspirazione e espirazione, gioia e tristezza e cosi via. In questo modo restituisce al corpo il suo equilibrio. I piegamenti in avanti sono seguiti da altri all’indietro, le posizioni in piedi da altre a testa in giu, le contrazioni dalle espansioni e i movimenti verso destra da quelli verso sinistra.

Il secondo Asana proposto:

padmasana-il-loto.pngPadmasana- La posizione del loto
Il fiore di loto affonda le sue radici nel fango e si tende verso l’alto, per sbocciare in uno splendido fiore i cui petali guardano verso il cielo. Padmasana è la posizione che rappresenta il fiore con i suoi petali aperti verso la luce; la posizione del loto aiuta a distendere il petto e stimola il chakra del cuore favorendo il fuoco interiore.
Sedetevi sul pavimento con la schiena dritta e le gambe distese ( per ogni posizione seduta si consiglia di mantenere sempre testa, collo e schiena allineati tra loro per favorirne la respirazione e il flusso di energia), piegate la gamba sinistra e appoggiate il piede sulla parte posteriore della coscia con il tallone rivolto verso l’alto. Ora piegate la gamba destra sulla sinistra e appoggiate il piede sulla parte posteriore della coscia, con il tallone rivolto verso l’alto. Rilassate le braccia e appoggiate le mani sulle ginocchia nella posizione del Mudra Om. Cominciate a respirare ritmicamente. Questa posizione può risultare difficile all’inizio, potete quindi cominciare ad esercitarvi nella posizione del mezzo loto, cioè con solo un piede appoggiato sulla parte superiore della coscia e l’altro per terra, il più vicino possibile al corpo, con il tallone rivolto verso l’alto. Potete ripetere l’Asana invertendo le gambe.

L’ultimo libro che hai letto? “L’allenatore” di John Grisham

Posted in Cultura con i tag , , , , , , , , on 1 Marzo, 2008 by digitalbaba

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Trama:
Neely Creshaw torna alla sua città natale dopo quindici anni, richiamato come molti dalla voce che Eddie Rake, il mitico allenatore degli ‘Spartans’, la squadra di football della high-school, sta per morire. Ma Neely non è uno dei tanti ex-alunni ed ex-giocatori. A diciott’anni era già un grande campione, venerato da tutta la cittadinanza e oltre i confini. A diciannove divenne la star, profumatamente pagata in nero della squadra di un college e sembrava che il futuro gli riservasse l’ingresso nella National Football League. Ma il football americano è un gioco duro. Quando, durante una partita, un giocatore avversario gli fracassa un ginocchio i suoi sogni si infrangono per sempre. A poco più di trent’anni Neely Creshaw è un uomo che deve convivere col fatto di avere già vissuto la parte più gloriosa della sua vita. È per questo che non voleva più sapere nulla di football e di Eddie Rake, l’uomo che sta all’origine del suo destino, e non capisce bene neanche lui che cosa l’abbia riportato indietro. Eppure lo ha fatto e in più è tornato dritto al campo di gioco. ‘Rake Field’, come lo stadio è stato ribattezzato di recente in onore dell’uomo che lo
ha voluto, contiene diecimila posti mentre la città conta solo ottomila abitanti. Ma ai tempi d’oro era sempre stracolmo. Eddie Rake cominciò la sua carriera a
ventott’anni portando la sua prima squadra al suo primo successo. Sotto la sua guida gli Spartans incassarono una vittoria dopo l’altra e al culmine riuscirono a rimanere imbattuti per sei anni consecutivi. Ma per allenarsi a vincere in uno sport duro bisogna usare metodi duri e quelli di Eddie lo sono stati fino al limite della tortura: maratone sotto il sole in cui ragazzi vomitavano e fermavano la loro corsa solo quando stramazzavano a terra. Su e giù dalle gradinate dello stadio. Dimostrazioni del coach che fanno male quanto gli scontri in partita. Insulti. Minacce. Elogi mai. È tutto questo che Neely ricorda insieme ai vecchi compagni di squadra che, come lui, sentono il bisogno di ripercorrere la loro storia con Rake seduto sulle gradinate dello stadio. Paul è diventato un banchiere e ha quattro figli, Silo smercia auto rubate, Nat gestisce un café-libreria alternativo ed è apertamente gay, ma il passato e il legame con Eddie li unisce. Solo Neely crede di odiarlo ed è l’unico a non sapere che cosa avesse provocato il suo licenziamento dopo trentaquattro anni di gloriosa carriera. Un ragazzo quattordicenne perfettamente sano era morto per un colpo di sole durante uno dei più temuti allenamenti, la corsa su e giù dalle gradinate, e il padre, persona influente, riuscì a farla pagare a Rake. Da quel momento la città, privata del suo unico vanto, si spacca in due. Fra il partito di chi era soddisfatto del declino di Rake, ci fu anche Cameron, il primo grande amore di Neely, tradita e abbandonata per una ragazza più vistosa e disponibile che lo ha mollato non appena ha cessato di essere una star. Forse è il rimpianto di quello sbaglio che ha riportato Neely indietro, il desiderio di rivedere Cameron e di farsi perdonare. Alla fine giunge la notizia che Rake è morto. Durante la celebrazione funebre tenuta allo stadio che torna ad essere gremito come ai tempi d’oro, viene letto un suo messaggio in cui chiede perdono per le due colpe di cui si riconosce colpevole: la morte del ragazzo e un cazzotto mollato in faccia a Neely durante un intervallo, un colpo così duro da spaccargli il naso. Dal suo letto di morte Rake voleva fare pace. È per questo che fra gli oratori funebri voleva ci fosse pure Neely. E anche Neely è ora in grado di fare pace con Rake e con il suo passato, riconoscendo l’amore che lo aveva legato al suo grande coach.

Questo non è il libro che vi farà innamorare del maestro di legal thriller, non è nemmeno il classico libro di Grisham dove il centro sono delitti e omicidi, è la scoperta da parte degli affezionati di questo autore di un nuovo lato della sua scrittura, più introspettivo, basato più sulle domande poste all’interno del protagonista, le cui risposte le troverà solo alla fine dopo un’analisi di ciò che è stata la vita e la verità del suo allenatore, amato quanto odiato da lui stesso. Semplice lo stile e il linguaggio, meno macchinoso e di piu rapida comprensione.

Dalla tradizione Han all’eleganza Tang

Posted in Arte con i tag , , , , , , , , on 1 Marzo, 2008 by digitalbaba

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Apre a Palazzo Strozzi dal 7 marzo all’8 giugno, una mostra interamente dedicata all’arte cinese a partire dal periodo Han fino al periodo Tang (25-907).
Grande protagonista della mostra sarà l’enorme Buddha che, l’imperatrice Wu Zetian fece costruire durante il suo impero ( Wu Zetian fu l’unica donna a salire alla
massima carica cinese, durante il suo regno portò il buddhismo a essere la religione di stato, per rispondere all’impedimento che le avrebbe fatto la religione del tempo,
il confucianesimo). La grande statua del Buddha della Grande Nube pesa quattro tonellate per due metri e quaranta di altezza, questo è il primo viaggio che compie
questo buddha con lo sguardo rivolto al futuro ed è stato un viaggio supervisionato da quattro squadre di corrieri cinesi in una cassa costruita su misura, ignifuga e
con  all’interno delle sagome di ethafoam per impedirne movimenti e urti e quindi danneggiamenti.
Il  Buddha è un esempio dello stile Tang al suo massimo grado di equilibrio ed eleganza, caratteristiche per le quali quest’epoca è  stata definita l’Età d’Oro della Cina, verrà posizionato sotto il Loggiato del Cortile di Palazzo Strozzi (quindi al riparo dalla  pioggia) dalla parte dell’ingresso che si affaccia su via Tornabuoni dando un Benvenuto al visitatore.

E il vostro sito è abbastanza Feng Shui?

Posted in Web con i tag , , , , , , , , on 27 Febbraio, 2008 by digitalbaba

Il Feng Shui ha molto da insegnare anche ai web designer, in particolare su come creare siti web armoniosi ed eleganti.
L’elemento fondamentale nel feng shui è il ch’i (l’energia vitale che scorre tra oggetti ed esseri viventi). Il ch’i deve poter scorrere armoniosamente per rendere l’ambiente positivo. Se ristagna o scorre vorticosamente, l’ambiente sarà pervaso da un’energia negativa.
Il Feng shui nel web design riguarda in particolar modo la disposizione degli oggetti nello spazio, le scelte cromatiche, l’uso di determinate forme, la facilità d’uso, la navigabilità e l’accessibilità dell’ambiente. Tutti questi elementi sono in grado di influenzare in maniera sensibile lo scorrere dell’energia nell’ambiente e segnarne l’esperienza dell’utente e possono essere sfruttati pienamente appropriandosi dei principi della teoria dello Yin e dello Yang.
Ecco che si useranno strutture e forme quadrate o rettangolari quando si desidererà comunicare stabilità e equilibrio a chi li utilizza, ma si prediligeranno ambienti
curvilinei quando si vorrà dilatare la sensazione spaziale o il dinamismo, oppure si utilizzeranno elementi simbolici laddove vi sia necessità di attivare l’energia di un
ambiente attraverso vibrazioni positive, l’uso dei colori in modo che producano armonie…
Luce:
Pagine web luminose e pulite favoriscono lo scorrere armonioso del ch’i. Pagine scure o che utilizzano combinazioni cromatiche non efficaci rendono, invece, l’ambiente poco armonioso o pervaso da energia negativa.
Forma e colore:
Le forme ed i colori degli oggetti che usiamo in un ambiente rendono la sua energia ch’i più yin o più yang. Le forme arrotondate sono considerate più yin di quelle dritte, ad eccezione del cerchio che, essendo anche molto compatta, è molto yang. Dunque tra le forme yang compaiono quadrati, cerchi, rettangoli, poligoni in genere; tra quelle yin ovali, rettangoli smussati, lunghi e stretti, forme sinuose in genere. I colori hanno una forte influenza su yin e yang. Gli individui reagiscono ai colori in modo spesso personale, ma è comunque certo che rosso, arancio e giallo vivo siano colori yang , mentre blu e verde siano yin. Più un’area sarà coperta da un colore preciso, maggior sarà la sua influenza.
Per quanto riguarda le trame che richiamano particolari materiali, vetro, marmo, pietra e metallo sono superfici yang, mentre legno, vimini e tessuti sono yin.
Vita:
Elementi grafici o fotografici naturali possono essere usati con efficacia per rendere vive aree in cui il ch’i stagna. Nell’interior design si usano piante, acquari e fontane. Nel web si possono usare immagini grafiche o fotografie con temi naturali (fiori, elementi naturali, paesaggi marini). Questi elementi riportano il sito web ad una dimensione più reale, confortante, piacevole. Il ch’i fluttua positivamente attraverso queste pagine.
Spazialità:
Il ch’i non deve scorrere troppo impetuosamente: creiamo delle aree vuote che aiutino focalizzare i nodi informativi e impreziosiscano l’ambiente.
Semplicità:
Sovraccaricare il sito di animazioni ed elementi multimediali in genere, equivale a creare vortici energetici. Interfacce statiche e rilassanti risultano essere, in ogni caso, la soluzione migliore per consentire al ch’i di fluire armonioso.
Navigabilità:
L’utente che si muove nel sito deve potersi orientare facilmente. Percorsi ciechi o obbligati, etichette fuorvianti, ambigue o imprecise, menù confusi o ridondanti,
link nascosti sono tutti elementi che fanno ristagnare il chi.
Accessibilità:
Un ambiente deve essere accessibile da chiunque e in qualsiasi condizione. Non tutti interagiscono con l’ambiente allo stesso modo, dunque vanno rimosse tutte le barriere che precludono l’accesso del ch’i in situazioni particolari, come ad esempio l’uso di browser vocali o testuali.

Altri suggerimenti per favorire il fluire del ch’i:
Realizzate homepage gradevoli e armoniose: sono la porta di ingresso del vostro sito

Andiamo piano il 25 febbraio

Posted in Extraz con i tag , , , , , , , , on 25 Febbraio, 2008 by digitalbaba

Anche Firenze, grazie alla partecipazione di TRISKELL GESTALT COUNSELLING con l’organizzazione di Camilla Cappuccini, parteciperà alla seconda giornata mondiale della LENTEZZA. Rallentare i ritmi, prendersi le cose con calma e sopratutto per un  giorno all’anno vivere senza lo stress di dover fare tutto e subito. Questo è il concetto base della GIORNATA DELLA LENTEZZA, si sviluppa in tutto il mondo da Milano (presa come capitale per questa seconda edizione) fino a New York passando per Londra, Lione e tutte le oltre 2000 città italiane che già hanno aderito.
L’associazione cultura “L’arte del vivere con lentezza“, organizzatrice di questa singolare iniziativa, ha stipulato 14 comandamenti per vivere la vita con piu calma:
1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.
2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.
3) Se entrate in un bar per un caffè:ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell’uscita (questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in ascensore).
4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara…
5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer…se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall’altra parte della città.
7) Non riempire l’agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.
8 ) Non correte per forza a fare la spesa, senz’altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.
9) Anche se potrebbe costare un po’ di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.
10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.
11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.
13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.
14)Smettiamo di continuare a ripetere:”non ho tempo”. Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

E allora perche non prenderci un pò di tempo anche noi il 25 febbraio per rallentare la nostra vita e magari goderci un pò di piu quelle piccole cose quotidiane che
ci perdiamo sempre presi come siamo dalla quotidianità soffocante?E magari seguire qualcuno dei 14 comandamenti (ndr)…

Live in Sudan…odori e colori del Darfur

Posted in Musica con i tag , , , , , , , , on 25 Febbraio, 2008 by digitalbaba

“Live in Sudan” è il titolo del documentario girato da Niccolò Fabi e Andrea Cocchi durante il concerto tenuto dalla stesso cantautore il 4 giugno 2007 presso la
scuola internazionale di Khartoum presentato alla serata organizzata da VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo.
Il cantautore romano, oltre ad essere componente della Nazionale Italiana Cantanti, oltre a giocare a calcio per beneficenza, infatti, Niccolò ricopre il ruolo, non ufficiale ma concreto e assai gratificante sul piano umano, di “ambasciatore” della squadra. Questo è il suo ultimo impegno sul piano sociale. Fabi ha affrontato questo viaggio nelle difficili terre sudanesi, martoriate da molti anni di guerre civili, per portare ai nostri occhi ciò che aveva vissuto prima del concerto nella scuola internazionale. Ha documentato tutti i momenti di questo viaggio, dall’incontro con Gino Strada (www.emergency.it) nel nuovo ospedale di che Emergency ha inaugurato a Khartoum, all’ncontro con Padre Vincenzo Donati, responsabile della scuola salesiana per ragazzi del Darfur (qua i giovani che scappano dal Darfur vengono accolti e viene insegnato loro un mestiere per ridargli la speranza di una vita) fino all’emozione che lo stesso Fabi racconta nel trovarsi sul palco con un gruppo di musicisti sudanesi.

“Consegnare un contributo economico nelle mani di chi ne ha bisogno è sicuramente importante ma non è sufficiente. Ho pensato che un’esperienza tanto straordinaria meritasse di essere raccontata in un documentario in modo che chi l’ha vissuta non la dimenticasse e che chi non conosce questa realtà fosse stimolato ad approfondirla”. Niccolò Fabi

 La Proiezioni Live In Sudan:

21 Febbraio – Castelfranco Veneto (TV)
22 Febbraio – Castel Fidardo (AN)
9 Aprile – Taneto di Gattatico (RE)
18 Aprile – Macerata